Team Petronas: De Rooy ha giocato in difesa

Team Petronas: De Rooy ha giocato in difesa

L'olandese non è andato all'attacco temendo la polvere, ma ha limitato il distacco con il quarto posto

Una sfida nella sfida. Che ha meno visibilità rispetto alle auto e alle moto perché è una gara che si disputa nella retroguardia del gruppo, perché i camion sono sempre gli ultimi a partire, ma non per questo la battaglia è meno serrata, anzi. La prima tappa della Dakar 2014 ha messo in risalto qual è il livello delle Case impegnate nel Rally Raid che vale una stagione. Sei marchi si sono inseriti nei primi dieci dopo la speciale di apertura, la Rosario - San Luis di 180 chilometri. Dopo quasi tre ore di corsa i primi due bisonti erano separati solo da un distacco di dieci secondi. A riprova che il livello medio si è alzato moltissimo nelle ultime edizioni. Per centrare il successo in quella che viene definita la Dakar più difficile e impegnativa degli ultimi anni (certamente da quando si disputa in Sud America) non bastano le prestazioni pure, ma è indispensabile l’affidabilità per superare qualsiasi ostacolo sul percorso. IL TEAM PETRONAS PUNTA SULL’AFFIDABILITA’ Il Petronas team De Rooy Iveco ne è perfettamente consapevole: ha impostato questa spedizione 2014 cercando di privilegiare questo secondo aspetto, pur avendo evoluto i quattro Iveco (specie nel motore) che ne fanno uno dei top team più temuti. La squadra olandese è diretta dal burbero Jan De Rooy: dispone dei mezzi ufficiali dell’Iveco e gode del supporto della Petronas, che non è solo lo sponsor principale, ma anche la fornitrice di lubrificanti appositamente studiati per sopportare enormi sbalzi termici e passaggi in quota senza condizionare l’efficienza della meccanica. DE ROOY HA GIOCATO IN DIFESA Gerard De Rooy, 27enne vincitore della Dakar 2012, è il figlio del team principal. In una categoria nella quale conta molto l’esperienza, l’olandese è fra i più giovani fra i settanta partenti, ma non è affatto uno sprovveduto: “Temevo la speciale da Rosario a San Luis – racconta Gerard - perché si trattava di una prova sterrata veloce che poteva essere il teatro ideale del mondiale rally. Il tracciato è stato caratterizzato dalla polvere che ha reso la visibilità limitata. Non nascondo che in più di un’occasione ci siamo resi conto della presenza di una curva quando sembrava fosse ormai tardi. Il fatto è c’erano molte rocce e alla fine ci ho rimesso solo uno specchietto retrovisore esterno a metà speciale, per cui posso dire che è andata bene!”. SORPASSI MOLTO PERICOLOSI Tom Coulsol, fidato navigatore belga, ha consigliato al suo pilota di non andare all’attacco, ma di adottare una tattica di difesa con l’Iveco Torpedo, il mezzo di punta della squadra: ”Il percorso era stretto e sorpassare era molto difficile: bisognava prendere troppi rischi o comportarsi da veri kamikaze. Non era il caso di cercarsi dei guai, perché si può perdere il rally anche durante la prima tappa”. EVITATO IL RISCHIO FORATURE La preoccupazione di De Rooy era di evitare le forature e i problemi con le gomme: ”Ce la siamo presa con calma, specie nella prima parte. Poi abbiamo raggiunto un Kamaz e abbiamo provato a superarlo, ma stando attenti a non commettere degli errori. Alla fine abbiamo chiuso la giornata con il quarto tempo, staccati solo di 1'33" da Mardeev. Il risultato mi soddisfa perché oggi sarebbe bastato poco per finire vittima di una foratura…”. AVVERSARI CON MEZZI NUOVISSIMI La tappa ha rivelato che sarà una Dakar durissima… “Molti dei nostri avversari si sono presentati con dei mezzi nuovi e non tutti hanno completato dei test approfonditi. Noi, invece, abbiamo concentrato le modifiche più importanti nel motore, che è stato provato a fondo dall'Iveco, e quindi non sono troppo preoccupato. Anzi sono piuttosto sicuro che la nostra forza sarà proprio quella di non incappare in nuovi problemi particolari". I camion più veloci sono costretti a superare spesso le vetture più lente: "Non credo sia un grande problema, anche oggi lungo il percorso dovremmo aver superato almeno una trentina di vetture. In una speciale come quella di oggi era inevitabile". I QUATTRO IVECO NEI PRIMI DODICI! Il Petronas team De Rooy Iveco ha piazzato al sesto posto il camion assistenza di Pep Vila con un ritardo di 6’56” dal leader: lo spagnolo utilizza uno dei due Iveco Trakker Evoluzione 2, davanti ad Hans Stacey che ha completato la tappa all’ottavo posto con il più aggiornato Trakker Evoluzione 3, ma è scivolato a 8’09” dalla vetta. Jo Adua con il secondo mezzo di assistenza ha centrato un eccellente dodicesimo posto assoluto, per cui il poker di camion colorati Petronas sono nelle primissime posizioni per affrontare la seconda tappa che proporrà le prime dune di sabbia. E la musica è destinata a cambiare proprio come lo scenario…

Diventa parte di qualcosa di grande

Scrivi un commento
Mostra commenti
A proposito di questo articolo
Campionati Dakar
Articolo di tipo Ultime notizie