Pep Vila: dalla MotoGp alla Dakar con Petronas!

Pep Vila: dalla MotoGp alla Dakar con Petronas!

Il manager della Dorna è pilota dell'Iveco Trakker Evo2 che fa da assistenza veloce a De Rooy e Stacey

Nel Petronas Team De Rooy Iveco quella di Pep Vila è una pedina fondamentale nel funzionamento ottimale della squadra: lo spagnolo di 55 anni, originario di Manresa, sposato con due figli, guida l’Iveco Trakker Evolution 2 n. 516 che alla Dakar 2014 fa da assistenza veloce a Gerard De Rooy e Hans Stacey, i due piloti di punta della struttura olandese. Conduce un mezzo dello scorso anno nella classe T4, sapendo che dovrà fermarsi lungo il percorso per prestare aiuto ai due compagni di squadra ogni volta che ne avranno bisogno per risolvere con loro gli eventuali problemi. In cabina con lui ci sono il navigatore Xavi Colome Roqueta e il meccanico, l’olandese Peter Van Reed. Non tutti sanno, però, che Pep Vila prima di essere un “camionista” della Dakar è anche uno dei punti di riferimento della Dorna, la società spagnola di Carmelo Ezpeleta che promuove il Motomondiale. È proprio Pep che, grazie alla sua agenzia, la PROMotor Special Eventi Worlwide, gestisce ogni forma di promozione all'interno dei circuiti di tutto il mondo in cui si corre la MotoGP. “Questa è la mia undicesima partecipazione alla Dakar e finora ne ho concluse nove. E spero che questa rappresenti il mio decimo arrivo. Gareggio con il Petronas Team De Rooy Iveco, uno dei top team nella categoria dei camion. Mi considero fortunato di far parte di questa squadra perché il camion Iveco è sicuramente il migliore: disponiamo di un buon motore e l’Iveco Torpedo come il mio Trakker sono molto solidi. Fino a questo momento stiamo facendo una bella gara, visto che Gerard è sempre in testa alla classifica”. Alla conclusione della terza tappa, che ha portato la carovana dei bisonti della strada a San Juan, l’olandese si è classificato al secondo posto nella speciale, incrementando il vantaggio in graduatoria su Marcel Van Vliet. ”Oggi Hans Stacey con lo Strakker Evolution 3 ha bucato una gomma, mentre io stavo facendo la mia gara, senza problemi, ma il mio compito è occuparmi dell'assistenza veloce per i due piloti olandesi per cui se c’è bisogno, mi devo fermare a dargli una mano. È per questo che riuscire a finire la gara nei primi dieci posti della classifica per me equivarrebbe a vincere la Dakar…”. Vanta già un’esperienza importante nei camion della Dakar? “Ho già corso con Man, Mercedes e adesso con Iveco, ma questo è certamente il mezzo migliore....”. E’ interessante notare il contrasto fra la polvere e la sabbia delle speciali della Dakar con l'asfalto delle piste della MotoGP? “E' vero, ma prima di cominciare a partecipare alla Dakar sono stato cinque volte campione di Spagna di enduro. Quindi, in effetti, la polvere ha sempre fatto parte della mia vita”. L’aspetto curioso è passato dalla moto direttamente ai camion, senza fare un passaggio in auto, come invece fanno molti altri piloti... “E’ proprio così, dalla moto piccola, da 80 o 125 cc, sono passato al camion da 900 cavalli”. E qual è la ragione? “La motivazione è semplice: perché il camion non si rompe mai! Questo è fantastico in una gara massacrante come la Dakar. La macchina, invece, è molto più sollecitata e si rompe facilmente e anche in tanti pezzi. Per la moto, invece, non ho più il fisico: il camion rappresenta invece qualcosa che resta alla mia portata”. Gli Iveco del Petronas Team De Rooy quest'anno montano un nuovo motore: questo vale anche per il Trakker Evolution 2? “No, io ho mantenuto il propulsore della precedente generazione. Sono De Rooy e Stacey a disporre del nuovo motore. Del resto io li seguo per cercare di far finire la gara ad un Iveco nella migliore posizione possibile”. Del nuovo propulsore Iveco si dice un gran bene: ci sono delle differenze sostanziali rispetto al suo? “Di sicuro posso dire che il nuovo motore ha più coppia ai bassi regimi e in generale il Torpedo è studiato per essere leggero e veloce. Ma c'è un'altra cosa importante da dire: io ogni giorno mi porto dietro 500 o 600 chili in più dei miei compagni di squadra, perché sul cassone ho i pezzi di ricambio, visto che mi occupo dell'assistenza veloce”. Quali sono i ricambi che tiene a bordo un mezzo di assistenza veloce? “Per esempio c’è la scatola dello sterzo, una turbina o l’alternatore, ma non un cambio o un differenziale. Diciamo le parti più “leggere”: ho tutto quello che potrebbe rompersi e che si può riparare sulla pista. In questo modo Gerard e Hans possono viaggiare con il minimo indispensabile a bordo, gomme di scorta a parte”. Quest'anno il percorso è più difficile del passato: che impressione fa fino a questo momento? “Mi piace, mi piace moltissimo. Era ora! Negli ultimi due anni, soprattutto nel 2013 non era una vera Dakar. Ora, invece, si torna alla tradizione: non capisco coloro i quali si lamentano e dicono che questa Dakar sia troppo dura. E allora mi chiedo cosa ci sono venuti a fare?”. La partecipazione alla Dakar è possibile solo perché a gennaio il Motomondiale è fermo? “Assolutamente sì. Queste sono le mie vacanze. Da due anni non passavo su una duna e finalmente ieri le ho ritrovate sul percorso e mi sono divertito moltissimo...”.

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Campionati Dakar
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