Colsoul: "Divertente navigare nel fiume senza tracce!"

"Tom tom", il copilota di De Rooy racconta come si superano le asperità nel team Petronas con l'Iveco Powerstar

Colsoul:
Tom Colsoul è il copilota di Gerard De Rooy: belga di Tienene, 38 anni, viene amichevolmente chiamato “Tom Tom” per il suo ruolo di navigatore all'interno del camion Iveco Powerstar Torpedo del team Petronas De Rooy. I due fanno coppia fissa da diversi anni e l'intesa all'interno della loro cabina è perfetta. A completare il trio c'è Darek Rodewald, il meccanico olandese del gruppo: un tipo che parla poco, ma che ha le mani d’oro. Nella quarta tappa della Dakar 2014, la San Juan – Chilecito con 657 k di speciale Gerard De Rooy ha vinto la sua seconda tappa consecutiva in questo Rally Raid così difficile e incrementa la prima posizione in classifica su Marcel Van Vliet avendo portato il suo margine a 36’12”. Tom, per la prima volta in questa edizione della Dakar, siete partiti da San Juan in mezzo alle auto e non più in fondo al gruppo: è un aspetto che deve aver avuto la sua importanza visto che gli altri camion erano più distanziati? “Mah, lo scorso anno eravamo ripartiti in ottima posizione dal giorno di riposo, dopo aver vinto la speciale ed essere stati primi in classifica fra i mezzi pesanti. Ebbene in quella giornata avevamo rotto e quindi ce ne siamo tornati a casa. Quindi a questi aspetti non voglio pensarci: restiamo con i piedi per terra e viviamo giorno per giorno questa Dakar”. Il commento generale è che questa edizione è molto impegnativa, molto più rispetto allo scorso anno... “Assolutamente sì, il percorso lo scorso anno era veramente facile, totalmente diverso da quello 2014. Questa edizione è bella, anzi, direi fantastica. Ma non difficile... - poi Colsoul ci ripensa un attimo e si corregge – certo la mia è un’impressione opinabile, però direi che al momento non è una Dakar troppo difficile. È sicuramente diversa da quella del 2013 che è stata un’edizione troppo facile”. L’aver vinto le ultime due speciali che erano considerate le tappe più impegnative della corsa significherà pur qualcosa? Tom sorride e solo dopo commenta sornione: “Beh, è per quello che siamo così contenti!”. Gli esperti sostengono che la navigazione della quarta tappa era veramente difficile... “Ma non è vero, non era così difficile. Si è complicata un po’ verso la fine della speciale. Il fatto è che eravamo tutti stanchi, stavamo guidando da tanto e quindi stavamo cercando tutti un wpt. Il problema in quel momento era quello: trovare il punto e cercare di farlo anche velocemente. Ma eravamo tutti nello stesso guaio, nella nostra condizione si erano venuti a trovare anche gli altri camion. L’importante era capire dove stessimo sbagliando, per ritrovare la rotta giusta in modo da andarsene via prima degli altri. E noi ce l'abbiamo fatta!”. A sentire Tom è tutto semplice, ma non è facile mantenere la concentrazione nella cabina del camion dove si è continuamente sballonzollati per le irregolarità del fondo: anche quella di oggi sarà una tappa di navigazione. È prevedibile che sia più difficile di quella di ieri? “La quarta tappa non è stata così complicata. Anzi, è stata molto divertente perché tutta la prima parte della speciale si è disputata dentro il letto di un fiume: c’era anche un po' d'acqua per cui non c'erano tracce da seguire. Questo tratto è stato più che impegnativo, divertente. Secondo me, almeno fino a oggi, questa Dakar non è stata così difficile per la navigazione. Aspetto di arrivare in Cile. Aspetto Copiapo e le sue dune: lì sarà molto più complicato e bisognerà essere davvero bravi”. La tappa di giovedì è anche la più lunga della Dakar... “E’ vero, la tappa è la più lunga, ma le speciali in realtà sono più corte rispetto a oggi e, quindi, per me risulta essere una tappa più corta, non mi preoccupa…”. Bisogna ammettere essere una persona che pensa positivo deve avere un bel peso... “Certo! Non devi venire alla Dakar se non sei ottimista. Credimi, in quel caso è meglio stare a casa…”. Colsoul ci saluta e torna a “organizzare” il lavoro del suo equipaggio: ormai è sera, ma non è ancora il momento del riposo. Colsoul studia il percorso di Fiambalà, famoso per le sue temibili dune bianche che hanno fatto selezione in passato. E sono in programma dodici ore di gara ad una temperatura cocente, visto che si sono registrati diversi casi di ipertermia fra i piloti. “Tom Tom”, invece, non perde un colpo…

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Campionati Dakar
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