Dakar: indagine dell'anti-terrorismo francese sull'attentato a Jeddah!

La Procura nazionale francese antiterrorismo ha aperto un'inchiesta ufficializzando ieri che sta indagando per “…tentato omicidio in seguito a un episodio di matrice terroristica” a seguito dell'esplosione avvenuta a Jeddah il 30 dicembre nella quale il pilota Philippe Boutron si è prodotto gravi ferite alle gambe. Al bivacco della gara sono state rinforzate tutte le misure di sicurezza dalle autorità arabe.

Dakar: indagine dell'anti-terrorismo francese sull'attentato a Jeddah!

Le vicende agonistiche della Dakar servono ad allontanare la paura ma è dall’avvio della gara in Arabia Saudita che c’è un forte timore nel bivacco dopo l’esplosione di una vettura di assistenza del team Sodicars Racing nella quale si è gravemente ferito alle gambe il pilota Philippe Boutron. Si è trattato di un attentato che si è registrato il 30 dicembre a Jeddah in prossimità dell’Hotel Donatello.

L’ASO, in collaborazione con le autorità locali, ha successivamente rinforzato la sicurezza ai bivacchi alzando la soglia di attenzione, mentre la Procura nazionale francese antiterrorismo ha aperto un'inchiesta ufficializzando ieri che sta indagando per “…tentato omicidio in seguito a un episodio di matrice terroristica”.

L'esplosione, su cui sta indagando anche la polizia saudita, è avvenuta a bordo dell'auto di assistenza della squadra francese, che trasportava altre cinque persone insieme al conducente Boutron. Il transalpino ha subito gravi lesioni alle gambe che hanno richiesto un intervento chirurgico d'urgenza e poi è stato avio trasportato in Francia all'ospedale militare Percy di Parigi.

Sebbene gli organizzatori delle gara continuino a minimizzare l’episodio parlando di un atto doloso, la Procura antiterrorismo ha affidato le indagini alla Direzione generale per la sicurezza interna.

Dopo l'incidente, il co-pilota di Boutron, Mayeul Barbet, ha raccontato che: “Philippe era al volante e un ordigno che era stato piazzato nella parte inferiore dell'auto è esploso a 500 metri dall'hotel. In quel momento eravamo in sei in macchina e siamo rimasti schockati e non inizialmente ci siamo mossi”.

“Poi la macchina ha iniziato a bruciare e Philippe mi ha chiesto di andare ad aiutarlo a scendere dal sedile perché riusciva a sentire le gambe".

Il ministero degli Esteri francese ha chiarito che saranno esaminate tutte le prove che saranno raccolte a Jeddah per determinare cosa abbia causato esattamente l'esplosione.

"In Arabia è in corso un'indagine per determinare la causa dell'esplosione - ha confermato l'agenzia governativa francese – ma non è stata esclusa alcuna ipotesi di un reato".

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