Dakar: Albertinazzi racconta il motore della Titano

Dakar: Albertinazzi racconta il motore della Titano

Ecco come è stato modificato il propulsore Audi della vettura che sarà schierata dalla CR Racing

Il motore della Titano CR Racing – vettura che parteciperà alla Dakar 2015 guidata da Michele Cinotto - è stato preparato dalla EpaPower, azienda tutta italiana che da tanti anni si cimenta nell'elaborazione di propulsori non solo di auto, ma anche di moto ed elicotteri. Claudio Albertinazzi insieme a sua sorella Micaela e a tutto lo staff, manda avanti l'attività e ci racconta la nascita del propulsore della Titano e i suoi punti di forza.

La collaborazione con Audi Sport per EpaPower è cominciata diversi anni fa ed era quasi naturale che proprio questa azienda piemontese venisse interpellata per il nuovo progetto. Lo racconta Claudio Albertinazzi: "Hanno detto che  stavano valutando la possibilità di fare delle vetture per partecipare alla Dakar, utilizzando il nuovo motore biturbo diesel dell'Audi".

La proposta, arrivata direttamente da Emilio Radaelli ha subito stuzzicato la curiosità degli Albertinazzi: "Ci è sembrata una cosa interessante e ambiziosa e ci siamo fatti mandare un motore per dar subito un'occhiata sui lavori necessari per installare il motore in vettura".

E dopo il primo studio ecco arrivare le soluzioni: "Il motore sulla Titano è in posizione centrale, inclinato di 20 gradi sull'asse di rotazione e necessitava di una lubrificazione forzata a carter secco. Quello è stato il nostro vero intervento meccanico sul motore che oggi non ha più la sua lubrificazione originale a carter umido. Abbiamo ridisegnato tutto l'occorrente per poter installare un sistema di lubrificazione a carter secco quindi la coppa dell'olio, le pompe di mandata, le pompe di recupero, le pompe Vacuum per la gestione delle turbine...insomma un nuovo progetto poi realizzato con esito positivo".

Il motore, al momento, ha girato solo sul banco prova e verrà testato in Argentina, in una sorta di shakedown da allestire in Sud America prima delle verifiche di vettura ed equipaggio, a Buenos Aires: "In questa prima fase di preparazione del motore – prosegue Albertinazzi - siamo stati abbastanza conservativi perchè non abbiamo voluto cercare il massimo della resa del motore. Abbiamo deciso di partire in maniera più soft e la Dakar per noi sarà praticamente un banco prova. Il motore gira bene, questo possiamo dirlo, e non sfruttare al 100 per cento il suo potenziale ci è sembrato utile, per aumentarne l'affidabilità".

Il gran caldo del Sud America e le altitudini non spaventano di certo l'EpaPower, anzi, su quest'ultimo aspetto Albertinazzi aggiunge: "Per l'altitudine abbiamo tabelle di correzione barometrica per gestire entrambe le turbine e in questo settore siamo abbastanza introdotti visto che prepariamo anche motori per elicotteri...abbiamo abbastanza esperienza in altitudine e con motori a doppia turbina".

Parlando di coppia, che è il segreto del successo nelle Dakar attuali, il preparatore si dichiara tranquillo: "Siamo conservativi anche su potenza e coppia, il motore al momento si presta bene, siamo intorno ai 650/700 Nm di coppia con 300 cavalli di potenza. Il motore di serie riesce a lavorare fino a regimi superiori ai 4000 giri/min, ma noi stiamo sotto ai 4000 giri un po' per la flangia un po' perchè non vogliamo esasperarlo. La coppia è buona, bassa, molto lineare e piatta e non fatico a confermare che penso sia uno dei punti di forza del motore".

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