Dakar 2015: Peterhansel a suo agio nell'apocalisse

Dakar 2015: Peterhansel a suo agio nell'apocalisse

La Peugeot 2008 DKR del francese a due ruote motrici è ottava nel fango e la grandine

Le auto si sono immerse nella grande novità della Dakar, la tappa Narathon in Bolivia. Ma sul Paese senza sbocchi al mare piomba anche un assaggio, un “avvertimento” dell’inverno boliviano, un evento meteo contro-stagionale che può avere caratteristiche inquietanti. Le auto progettate per l’inferno torrido dei deserti e gli equipaggi avvezzi a tutt’altre situazioni si trovano così catapultati in una dimensione tipicamente invernale, con pioggia, grandine, trombe d’aria.

In terra non più piste, ma guadi, torrenti da risalire o attraversare nell’incubo di una condizione meteo spettacolare, critica, inattesa. Un test probante per le Peugeot 2008 DKR, che affrontano l’inverno per la prima volta dall’avvio della loro corta storia progettuale e del debutto agonistico.

Le due Peugeot chiudono all’ottavo e 24esimo posto, rispettivamente nell’interpretazione data alla tappa da Stephane Peterhansel e Cyril Despres. La situazione è del tutto nuova e per questo doppiamente sfavorevole per le macchine del Team Peugeot a due ruote motrici, ma l’esito è decisamente buono.

Peterhansel è ormai ospite fisso al “banchetto” dei grandi, e chiude la Speciale alle spalle del leader della Dakar, Al-Attyiah. Despres, che nel contesto della tappa Marathon ha il compito di proteggere le spalle a “Monsieur Dakar”, è nel plotone degli inseguitori. Certamente un buon risultato per il vincitore di cinque Dakar in Moto che per la prima volta sottopone la propria classe, con una vettura nuova, un ambito tattico inedito e una situazione meteo decisamente atipica.

Adesso i due equipaggi, che hanno attraversato il territorio Boliviano tra due ali di spettatori incitanti alla spettacolare aggressività della 2008 DKR, sono scesi dal palcoscenico e sono passati in… officina. Marathon vuol dire che il “tagliando”, solo per questa volta, tocca non ai meccanici ma a piloti e navigatori. Per questo Peterhansel, Despres, ma anche Jean-Paul Cottret e Gilles Picard hanno affinato il proprio talento meccanico in uno specifico “corso” tenuto negli atelier di Peugeot Sport.

Stephane Peterhansel: “Per un’ora siano stati bersagliati dalla grandine e da rovesci di pioggia battente. Vere e proprie tempeste di secchi d’acqua. Le piste si sono trasformate in corsi d’acqua impetuosi, è stata l’apocalisse. A un certo punto ho creduto che tutto quello non era possibile e che non ne sarei mai uscito. Per la nostra due ruote motrici è stata una tappa molto complicata, impressionante, e quando vedo che abbiamo perso solo dieci minuti mi dico che ce la siamo cavata molto bene!”.

Cyril Despres: “Nonostante le condizioni meteo estreme la macchina è a posto. Stavamo risalendo un oued, ho visto arrivarmi di fronte un’onda d’acqua, e non appena uscito dalla spaventosa situazione, eccone un’altra, ancor più gonfia d’acqua. A Uyuyni posso dire che ce la caviamo bene anche in una situazione che non conoscevamo, e che tanto meno ci aspettavamo. Comincio ad avere più aneddoti da raccontare in sette tappe che in sette… Dakar!”.

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A proposito di questo articolo
Campionati Dakar
Piloti Stéphane Peterhansel , Cyril Despres
Articolo di tipo Ultime notizie