Stacey: "Risparmiati i freni, ma non era necessario!"

L'olandese è in testa fra i camion con l'Iveco del team Petronas De Rooy che ha corso in difesa

Stacey:

Hans Stacey dopo le prime due giornate della Dakar 2015 è in testa alla classifica dei camion della Dakar 2015 con l'Iveco Powerstar del Petronas De Rooy Iveco Team. L'olandese è andato all'attacco nella prima giornata, e si è difeso ieri per mantenere il comando della graduatoria, dopo un errore di valutazione della speciale nella prima parte che gli è costata un po' di margine di vantaggio.

Hans è stata una strategia prevista?
“Assolutamente sì, ma lo sapevo che avrei vinto, il giorno prima lo avevo detto a tutti nel Petronas De Rooy Iveco Team. Certo non puoi dare nessuna garanzia quando dici una cosa del genere, però me lo sentivo e ho spinto forte fin dall'inizio. Sono andato veloce e tutto è andato bene. La speciale non era difficile, era piuttosto divertente. Avrei voluto andare più veloce e superare i 150 km/all'ora visto che c'erano dei bei drittoni, ma purtroppo non era possibile". La velocità dei camion è limitata per regolamento a 140 km/h.

L'essere scattato davanti al gruppo ieri è stato un vantaggio o un problema?
“Non è stato un bene perchè quando ci siamo separati dalle auto siamo entrati in un tratto del percorso che non era stato ancora toccato e, quindi, era molto scivoloso. Non ho potuto prendere la mia andatura perchè ero troppo occupato a tenere dritto il mio camion. E' per questo che ieri non ho potuto andare all'attacco. All'inizio sono andato piano risparmiando i freni, perchè avevo deciso di passare all'azione nella seconda parte della speciale. Ma quando ho cominciato a spingere mi sono trovato davanti a una speciale tutta dritta, dove i freni non servivano e quindi l'averli conservati non è servito a niente. Avevo già perso un po' di tempo prima dietro a tre o quattro jeep che alzavano un sacco di polvere e che non riuscivo a superare. Ho perso qualcosa oggi, ma posso controllare la corsa con il mio passo”.

Avete dovuto fare i conti con il grande caldo nelle ore centrali del giorno...
“In cabina si sveniva dal caldo, ad un certo punto abbiamo guardato il termometro e ci siamo accorti che fuori c'erano 44 gradi, non voglio neanche pensare a quanti ce ne fossero nell'abitacolo. C'è di buono che questa cabina con il "nasone", che io non avevo mai usato prima, è molto spaziosa e, grazie al cielo, dietro ai sedili abbiamo un frigorifero con l'acqua e le cose fresche da bere, un gran bel sollievo mentre si corre”.

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