De Rooy: "Ho rotto l'acceleratore in una toccata"

L'olendese è nono: ha sbattuto in discesa con l'Iveco Powerstar del team Petronas e ha perso otto minuti

De Rooy:

Gerard De Rooy aspetta di diventare protagonista, per il momento sta fra gli outsider. Ieri ha vissuto una tappa piuttosto movimentata con un fuori programma che all'Iveco Powerstar del team Petronas De Rooy è costato diversi minuti. L'olandese resta al nono posto, ma con un distacco dal compagno di squadra, Hans Stacey, che è tutt'altro che incolmabile, visto che la Dakar 2015 è solo alle prime battute...

“La giornata di apertura della Dakar 2015 era una sorto di prologo. Anzi, direi che è stata una speciale noiosa, sempre a gas aperto, alla ricerca della massimea velocità, con poche pietre ma con un sacco di polvere. Dopo i primi 60 chilometri avevo ripreso Karginov ma, come fanno di solito i Kamaz, non mi ha fatto passare. Gli sono rimasto un po' dietro, in mezzo alla polvere, ma andavo troppo piano. E così, nonostante fossi più veloce di altri, ho perso un sacco di tempo. Solo alla fine mi ha lasciato passare ma ho chiuso in nona posizione. Esattamente come ieri".

Ieri la speciale molto calda era iniziata con una tattica votata all'attacco...
"La speciale era bella: abbiamo deciso di correre tranquilli, con lo scopo di divertirci e di recuperare un po' il distacco. Siamo partiti bene e abbiamo superato un paio di avversari prima di tribolare dietro a Nikolaev e infilare il russo. Insomma abbiamo avuto un buon passo fino a metà crono".

E poi cosa è successo?
"
In un tratto in discesa molto stretto siamo scesi un po' troppo forte e abbiamo sbattuto davanti. Non ci sembrava di aver cusato un grosso danno. E, invece, abbiamo rotto l'acceleratore e siamo stati costretti a cambiarlo. L'intervento ha richiesto circa 8 minuti, per cui abbiamo perso tutto quello che avevamo guadagnato prima con fatica".

Il nono posto come va giudicato alla fine?
"La velocità era buona, siamo competitivi, ma non abbiamo voluto spingere troppo. Il camion va bene. Certo in cabina faceva un gran caldo: abbiamo delle pompe d'aria all'interno della cabina che ci soffiano in faccia l'aria che viene pescata dall'esterno, ma è stato un delirio. Era un flusso di aria caldissima: era come avere di fronte un phon per i capelli. Se non altro questo ci asciugava il sudore di dosso...”.

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