Dakar, Pastorino: "La Bolivia è un'incognita per tutti"

Il team manager della Mini spiega le insidie della tappa marathon, comprese le sole 7 gomme in due giorni

Dakar, Pastorino:

Strategia. Fra le auto e i camion oggi alla Dakar c'è una sola parola che conti. La strategia per la tappa marathon. La famosa marathon che doveva essere fatta anche nel passato in Argentina, nel 2009, la famosa prima edizione al di là dell'Oceano, ma che fu poi annullata per le condizioni meteo sfavorevoli. In Mini il responsabile di tutto questo argomento è il team manager, Marco Pastorino che come sempre, ha le idee molto chiare.

"La classifica parla chiaro, Nasser è davanti e noi lavoriamo per il successo della Mini soprattutto, senza guardare a chi la guida o di che colore sia. Nasser è in testa e Holowczyc quarto e quindi la strategia è abbastanza semplice da questo punto di vista, abbastanza obbligata" spiega.

Certo la limitazione delle tre gomme a testa per ogni concorrente è pesante, ma giustamente è uguale per tutti: "La tappa della Bolivia fatta solo con 7 gomme sarà un problema per tutti. Quattro sulla macchina e tre di scorta sono una realtà per ogni pilota. Un po' come quando si corre in pista con la benzina razionata e ognuno deve saperla gestire".

Ma chi sta dietro, nel senso di classifica, deve anche tenere una condotta di gara tranquilla, per non rovinare nulla della sua vettura, e non si parla solo di gomme: "Prima di tutto se sapessimo che cosa succederà in Bolivia sarebbe un miracolo. Ma purtroppo nessuno di noi è mai andato in Bolivia. L'anno scorso hanno provato questa esperienza solo le moto e quindi davvero non sappiamo esattamente cosa aspettarci. Bene o male fino a Iquique ci siamo sempre arrivati mentre la Bolivia è un'incognita. Anche se fosse una tappa normale e non marathon ci sarebbe qualche preoccupazione. Inoltre andiamo in un terreno nuovo, in una marathon tosta, noi siamo in testa ma di soli 11 minuti che in termini dakariani vuol dire quasi nulla".

Sulle condizioni meteo al momento non si sa moltissimo ma l'emergenza acqua sul percorso sembra essere scongiurata: "Al briefing di giovedì hanno detto che c'era un problema di acqua sul percorso che stava rendendo forse difficile passare sul Gran Salar. Pare però che ci si possa andare e hanno dato proprio le correzioni del road book a questo proposito. Se tutto va bene dunque il percorso non è pericoloso o allagato".

La notte nel bivacco marathon dovrebbe venire allestita dall'organizzazione all'interno di una palestra, o di un dormitorio, e i piloti dovranno portarsi via solo lo stretto necessario perchè non hanno lo spazio fisico in macchina per caricarsi tende o sacco a pelo, o materassini gonfiabili. "No, in effetti i nostri piloti partiranno solo con lo spazzolino da denti perchè l'organizzazione ha assicurato che coprirà tutte le esigenze, sulla base dell'esperienza fatta con le moto negli anni precedenti e fornirà un kit di sopravvivenza".

E aggiunge: "Non posso non sorridere pensando che lì in mezzo al 99 per cento ci saranno personaggi del calibro di Romain Dumas, tanto per fare un nome, che di sicuro non ha mai fatto un'esperienza del genere. Lui corre in pista, lo trattano con i guanti, mentre i dakariani sono più abituati a tutto".

E infine un'occhiata alla strategia della gara camion, che non vanno dimenticati visto il loro ruolo importantissimo quest'anno: "Noi abbiamo dei camion assistenza che in realtà non fanno la gara ma sono lì per aiutare i nostri piloti auto e quindi sono preziosissimi. Quest'anno hanno avuto tantissimo lavoro questi ragazzi, speriamo che nella marathon riescano a stare tranquilli".

Scrivi un commento
Mostra commenti
A proposito di questo articolo
Campionati Dakar
Piloti Nasser Al-Attiyah , Krzysztof Holowczyc
Articolo di tipo Ultime notizie