Dakar: il viaggio "parallelo" con la Mini Countryman S

Al seguito dei concorrenti dormendo quattro ore per notte in un itinerario meraviglioso d'alta quota

Dakar: il viaggio

Compagna di viaggio per questa Dakar è la Mini Countryman, versione Sport. Più bassa, gomme larghe, aggressiva, con motore a benzina e cambio manuale. Ci porta ovunque, su sterrati e strade asfaltate nel miglior modo possibile. Con il contenitore dei bagagli sul tetto e un mezzo confortevole su cui, dandoci il cambio alla guida, si dorme molto bene. Le ore di sonno come sempre alla Dakar scarseggiano, ancora non siamo riusciti a dormire più di 4 ore a notte e recuperare qualcosa durante il viaggio è importante.

BISOGNA MUOVERSI PRESTO PER EVITARE I CAMION
Partire presto alla mattina è ancora più importante perchè se prima di noi si muovono i camion assistenza dei team, o i bilici dell'organizzazione il tutto diventa molto più complicato. Il primo giorno abbiamo viaggiato da Buenos Aires a Carlos Paz sulla superstrada e gli 800 chilometri che dovevamo percorrere sono volati via, in meno di otto ore. La cosa si è fatta, via via, più complicata.

NEL TRAFFICO DI CARLOS PAZ
Da Carlos Paz siamo partiti troppo tardi, verso le 8 di mattina e ci siamo trovati davanti tutti i camion, non solo quelli dell'organizzazione, ma anche quelli del traffico locale argentino. Purtroppo la strada non era come quella del giorno prima, bensì una provinciale molto trafficata che attraversava tanti paesi, con tanti, troppi, semafori e poi è cominciata la montagna e la colonna ha rallentato ancora di più.

SI PUO' PROCEDERE SOLO A 110 KM/H PER REGOLAMENTO
Per percorrere 510 chilometri ci sono volute quasi otto ore, senza fermarsi, se non per fare benzina. I consumi sono buoni, calcolando che viaggiamo con l'aria condizionata accessa per cercare di resistere al caldo bollente di questa zona interna dell'Argentina. Ma le velocità sono limitate per regolamento ai 110 km/h e così possiamo tenere sotto controllo i consumi.

SULLA CORDIGLIERA DELLE ANDE
E ieri le cose sono andate anche meglio. È bastato partire alle 5,30 per trovarci al bivacco di Chilecito già alle 10,30, nonostanti i 530 chilometri di strada: eravamo stati i primi ad arrivare. Il programma di viaggio poi è cambiato perchè c’era il passaggio in Cile. Abbiamo dovuto attraversare le Ande e i miei colleghi di viaggio hanno accettato la mia proposta. In questi anni abbiamo sempre lasciato il bivacco di Chilecito di sera, per evitare tutto il traffico.

IN MOVIMENTO A NOTTE FONDA
Ieri, infatti, il programma di gara stabiliva che i camion assistenza non potessero lasciare il bivacco prima delle 4 e fino alle 6. Dopo di che è scattata la gara e solo poi il resto dei camion. Il tutto per non provocare intasamenti alla frontiera, al Passo San Francisco, posto a più di 4.500 metri.

L'EMOZIONE DI UNA NOTTE STELLATA IN QUOTA
Così armati di tenda e sacco a pelo, come ogni sera, siamo andati a dormire lungo la strada: eravamo già intorno ai 3.000 metri, così abbiamo abituato il fisico all'altitudine. Un bivacco improvvisato, in mezzo al nulla, in compagnia solo della luna e delle stelle. Una bella emozione per chi non l'aveva ancora provata, qualcosa che si potrà raccontare al rientro.

LA FRONTIERA CILENA AL PASSO DI SAN FRANCISCO
E poi alle 5 siamo ripartiti, davanti a tutta la carovana per arrivare al Passo San Francisco, sulla splendida Laguna verde che è davvero straordinaria. Peccato che non ci sia stato il tempo di bagnaeci nelle pozze di acqua calda, accanto al lago. Eravamo a circa 4.700 metri di altitudine, con la temperatura intorno allo zero, ma con il caldo delle sorgenti sulfuree che erano pronte a coccolarci.

LA PICCHIATA VERSO COPIAPO FRA I LAMA
Dalla vetta siamo scesi diretti verso il Cile, e dopo la frontiera c’è stata la lunghissima discesa in mezzo ai lama incontrati dapprima lungo le terre pietrose che poi si sono fatte sempre più verdi e lussureggianti. All'arrivo ci attendeva la città di Copiapo e il primo bivacco del Cile di questa Dakar 2015. E, questa mattina, è iniziata un’altra tappa del nostro viaggio “parallelo” a quello dei piloti: direzione Antofagasta, ma il resto ve lo racconterò più avanti...

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