Dakar: il buggy Zebra adesso ha voglia di correre

Dakar: il buggy Zebra adesso ha voglia di correre

Alex Wincoq, copilota di Chicherit, spiega le difficoltà superate con il mezzo X Raid sperimentale

Nel giorno di riposo sotto il gazebo riservato alla Zebra Buggy i meccanici non si sono fermati un solo istante. Le cose da controllare e da sistemare erano tantissime, ma tutto sommato, i test in gara non sembrano andar male. A parlarne è il copilota di Guerlain Chicherit, Alex Wincoq.

“Quando mi hanno chiamato per affinancare Guerlain in questo progetto mi sono reso conto che si trattava di una grossa responsabilità e che non sarebbe certo stato facile, ma mi sono anche reso conto che si trattava di un progetto davvero interessante e molto motivante per me. Mi è stata offerta la possiiblità di mettere a disposizione del team X Raid l'esperienza accumulata in questi anni in cui ho sempre corso con un due ruote motrici”.

Da subito il buggy zebrato ha messo in evidenza i suoi piccoli difetti di gioventù:
“Abbiamo avuto tantissimi problemi: sono piccoli, ma ci fanno perdere tanto tempo. Perchè un piccolo guaio ne genera un altro, creando una sorta di catena. Una specie di girone infernale che speriamo di aver risolto, in modo tale da disputare una seconda parte di gara più interessante ai fini della classifica e che, soprattutto, ci consenta di non partire così indietro ogni mattina, cosa che ci rende la vita molto difficile”.

Una vita durissima la loro, così come gli era stato preventivato al momento della nascita del progetto:
“Sapevamo che sarebbe stato difficile perchè partivamo in un rally con una vettura che è al 90% nuova e dove tutto doveva essere testato. Però i problemi sono davvero piccoli: prendiamo per esempio il giorno in cui il buggy ha preso fuoco. Le fiamme sono state causate da un piccolo elemento che non era al posto giusto.Solo che il fuoco ci ha ritardato tanto perchè, anche se siamo riusciti a spegnerlo, con ogni mezzo possibile, ha causato un sacco di altri danni al mezzo e siamo rimasti a lungo in speciale per riparare il tutto. Abbiamo usato l'estintore, un po' d'acqua, tutto quello che avevamo a portata di mano ed è stato un gran successo per noi essere riusciti a spegnerlo. E non solo. Siamo anche riusciti a riparare il mezzo e a ripartire. Solo che il giorno dopo il principio di incendio sono emersi altri problemi di cui non ci eravamo resi conto: per esempio si era danneggiato il circuito idraulico e si era rotta la pompa del servosterzo ben due volte. Per noi la cosa più importante è portare il buggy alla fine e abbiamo tutta l'ntenzione di riuscirci, ma dobbiamo lavorare tanto...”.

E poi analizza Zebra Buggy pezzo per pezzo.
“Il telaio va bene, anche se in realtà a casa ce n'è già uno nuovo che aspetta solo di  essere montato. Questo telaio non è nuovo, è ancora quello che montava la vettura di Al Attiyah nel 2013, però è stato modificato e rinforzato perchè durante i test in Marocco si era sgretolato. Sulle sospensioni abbiamo lavorato parecchio, applicando gli ammortizzatori Reiger che il team X Raid utilizza da anni. Abbiamo cominciato da zero e piano piano stiamo sistemando l'assetto. Ieri per esempio durante la speciale mi sono preso la libertà di fermare il buggy e di fissare meglio la sospensione posteriore e in effetti poi le cose sono andate meglio. Il motore funziona bene, è il tradizionale 7 litri che utilizzano tutti i mezzi di questo tipo, però non sappiamo ancora se verrà cambiato, questo si deciderà dopo, al nostro rientro”.

Uno dei punti di forza del buggy del team X Raid sono le gomme ...
“Le gomme Toyo funzionano alla grande. Siamo, credo, uno dei pochi equipaggi che non ha mai forato e non ci piantiamo nella sabbia mai, nonostante spesso si passi per ultimi in pista, quando davvero il fondo è molto rovinato. Riusciamo a passare dappertutto, questo pneumatico è il migliore per i veicoli a due ruote motrici. Nella tappa marathon abbiamo usato sempre gli stessi pneumatici, non li abbiamo mai cambiati, e anche oggi partiremo con lo stesso treno di gomme. Il sistema di sospensioni funziona bene ma richiede ancora di lavorarci sopra, per trovare il giusto assetto”.

Se tutto andrà come prevede Alex Wincoq, i problemi potrebbero essere sulla via della soluzione:
“Forse adesso avremo finito di lavorare e potremo finalmente goderci la corsa”.

Per il copilota francese, che parla ben cinque lingue, il rapporto con Chicherit è ancora in via di affiatamento:
“Con Guerlain ci comprendiamo bene, ma non siamo ancora al 100% all'interno dell'abitacolo. Siamo due professionisti con personalità forti e che ragionano con la propria testa: dobbiamo correre insieme per creare un feeling maggiore. Gli automatismi nell'abitacolo che sono fondamentali, arriveranno...”.

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A proposito di questo articolo
Campionati Dakar
Piloti Guerlain Chicherit
Articolo di tipo Ultime notizie