Famin: "Non chiamatele buggy, meglio 2 ruote motrici"

Il grande capo di Peugeot Sport introduce il programma Dakar delle 2008 DKR ed il suo "dream team"

Famin:

Parla di budget limitato Famin, ma suona strano se rapportato agli altri team della Dakar. Limitato sicuramente, come ammette lui stesso, se si paragona per esempio all'Endurance o ai rally, ma se si pensa agli altri team che corrono la Dakar di sicuro il budget messo in campo da Peugeot è notevole. E poi parla con grande rispetto della Mini della X Raid, una vettura bella, performante, completa, fatta molto bene e sviluppato nel corso di questi ultimi dieci anni, partendo dalla base BMW.

E' il loro avversario numero 1, questo si evince chiaramente, ma poi Famin si ricorda che ci sono anche le Toyota, la Ford, la Mitsubishi con il progetto brasiliano di Thierry Viardot e afferma che "tutti sono nostri avversari". Almeno all'inizio viene da pensare, ma pensiamo alla squadra ora.

3 equipaggi ufficiali che già conosciamo, Stephane Peterhansel e 'Polo' Cottret, Carlos Sainz e Lucas Cruz e Cyril Despres e Gilles Picard. Poi c'è un 4x4 di assistenza veloce (come volevasi dimostrare) una Toyota con gli stessi colori del team ufficiale affidata a Jean Jaques Ratet e un Unimog iscritto in T4. Poi ci sono 7 camion in T5 e i vari mezzi per il trasporto delle persone che in tutto, piloti compresi, saranno 75.

E si illuminano gli occhi, giustamente, di Famin quando parla dei suoi equipaggi e dell'esperienza incredibile che questi sei personaggi hanno portato in Peugeot. Il loro contributo allo sviluppo della vettura, che per favore non va chiamata buggy perchè non gli piace, "suona un po' dispregiativo in francese" - dice - "meglio 2 ruote motrici", è stato formidabile e prezioso in un modo che non si può calcolare.

Di Peterhansel dice "meglio con noi che contro di noi", di Sainz loda la motivazione "è quello che spinge gli altri, ha una forza e una motivazione che vorrei trovare in un giovane di vent'anni", di Despres ammira la conoscenza e la lettura del terreno, da esperto motociclista. E poi non dimentica i copiloti - come spesso accade - al contrario, riconosce con disinvoltura che in tutte e tre le macchine si lavora alla grande e che sono complementari, pilota e copilota. Sei grandissimi professonisti, e su questo nessuno ha nulla da eccepire.

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A proposito di questo articolo
Campionati Dakar
Piloti Carlos Sainz , Stéphane Peterhansel , Cyril Despres
Articolo di tipo Ultime notizie