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Alonso felice nonostante 150 km fatti senza gomme di scorta

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Alonso felice nonostante 150 km fatti senza gomme di scorta
Di:
8 gen 2020, 17:07

Fernando ha dovuto fare i conti con 3 forature. L'ultima di queste a 150 km dalla fine della prova che lo ha costretto a rallentare il suo passo e chiudere 13esimo.

Dopo una terza tappa incoraggiante, Fernando Alonso e Marc Coma sono andati incontro a un'altra giornata difficile. Questa volta a frenare l'equipaggio spagnolo del team Toyota Gazoo Racing sono state ben 3 forature, beffato da alcune rocce piuttosto appuntite che hanno di fatto svolto il ruolo di lame beffarde per le gomme della Toyota Hylux numero 310.

Alla fine Alonso e Coma hanno completato la tappa a 26'21" di ritardo dal vincitore Stéphane Peterhansel, finendo in 13esima posizione. Il problema più grosso per Alonso è arrivato a 150 chilometri dalla fine, con la foratura che ha tolto di mezzo l'ultima ruota di scorta. Per questo motivo Fernando è stato costretto a rallentare per evitare di forare nuovamente e rimanere senza gomme.

"Oggi è successo di tutto. E' stata una tappa molto difficile, lunga. Siamo partiti alle 7:45 e sono le 19:00 adesso, quindi sono state 10 ore in macchina. Buono per quanto riguarda le sensazioni, ma in prova abbiamo perso del tempo facendo passare Al-Attiyah e Al Rajhi, che sono partiti dietro di noi. Poi abbiamo forato. Poi abbiamo avuto alle spalle Peterhansel. Oggi è stata una giornata complessa".

"L'ultima foratura l'abbiamo avuta a 150 chilometri dalla fine. Era l'ultima ruota di scorta che avevamo. Per questo siamo andati molto lenti nelle zone in cui abbiamo trovato più pietre, così da minimizzare i rischi di ulteriori forature", ha dichiarato Fernando alla fine della tappa.

L'ex pilota di F1 continua ad affermare di avere ancora tanto da imparare e che ogni giorno sia una nuova lezione in una serie così complessa come quella dei rally raid.

"Ho bisogno di ritmo. Ieri lo avevo già detto. Ci sono punti con tante pietre in cui ancora non so come affrontarli. Oggi metà della prova era su quel tipo di terreno. Sapevo che oggi avrei perso un po', ma sono contenti di essere qui e non aver avuto grossi incidenti".

"I miei due compagni di squadra fanno rally da una vita. Hanno la necessaria esperienza. Inoltre abbiamo pagato per le caratteristiche della nostra vettura. I buggy sono molto avvantaggiati, perché passano su certi terreni senza mai forare, possono regolare la pressione dall'auto. Solo nella seconda settimana le nostre vetture avranno un po' più di vantaggio. Alcuni giorni la tappa sarà favorevole ad alcuni, altre ad altri. Io cercherò di imparare il più possibile".

Fernando non ha avuto dubbi nel definire la tappa di oggi come la più difficile sino a ora affrontata proprio a causa del tipo di fondo che ha trovato: "La più difficile, senza dubbio. 10 ore in macchina sono tante, stressanti. Poi c'è la navigazione e fiumi asciutti che sono pieni di pietre. In alcuni casi ho dovuto fare respiri profondi per concentrarmi nuovamente e continuare. Il fondo era davvero super impegnativo per tutti".

Oggi Alonso è partito in una tappa di alto livello tra i primi 4. Oggi, però, ha affermato che la situazione è stata difficile, perché alle spalle sono arrivati Al-Attiyah e Peterhansel.

"Ho sempre voluto stare davanti perché così penso di poter imporre il mio ritmo alla gara. Ma i clienti dietro di me erano i peggiori che potessi avere. Quando ho visto la classifica, con Al-Attiyah penalizzato e lo avevamo dietro, ho pensato proprio che fosse un cattivo cliente. Poi ho visto Al Rajhi, poi Peterhansel... Quindi sapevo che se sarei uscito con quei tre alle spalle, avrei perso anche più tempo per lasciarli passare".

"Per quanto riguarda la gara, invece, non avevo un giudizio preciso su cosa mi sarei trovato a fare. Non l'avevo mai affrontata. Ma la sto vivendo con intensità. Provo ad assorbire tutto ciò che arriva con entusiasmo e qualsiasi cosa o dettaglio riesca a vivere, lo faccio completamente. Ho avuto tappe buone e cattive. Sono stati 4 giorni intensi di esperienze".

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Autore Sergio Lillo