Adamo: "Giovani da WRC? In Italia tanti esperti, pochi risultati"

Nonostante la vittoria di Neuville, il grande capo di Hyundai Motorsport non si può definire contento del magro bottino ottenuto al Ciocco da Breen-Crugnola. E spera che il nuovo programma di ACI Sport per i ragazzi dia finalmente qualche frutto.

Adamo: "Giovani da WRC? In Italia tanti esperti, pochi risultati"

E' stato un Rally il Ciocco e Valle del Serchio agrodolce per la Hyundai quello andato in scena nel weekend come primo round del CIR 2021.

Thierry Neuville e Martijn Wydaeghe hanno trionfato a bordo della loro i20 R5 che la Casa coreana ha schierato per consentire ai due di fare affiatamento in vista dei prossimi impegni nel WRC, mentre altrettanto bene non si può dire per gli equipaggi formati da Craig Breen-Paul Nagle ed Andrea Crugnola-Pietro Ometto.

Breen a causa di una foratura si è capottato nella PS5 uscendo comunque illeso, mentre Crugnola - al debutto come portacolori di Hyundai - ha accusato un guasto al semiasse posteriore nella mattinata di sabato che ha rallentato la vettura griffata Friulmotor-Movisport, con il varesino che alla fine ha rimontato fino alla nona piazza prendendo un paio di punti.

“È stato un weekend un po’ particolare ma sono contento che si sia concluso in maniera positiva con riscontri cronometrici molto interessanti nell’ultimo giro di prove – ha dichiarato il lombardo – Ovviamente l’obiettivo prima della gara era diverso ma il problema sulla terza prova non ci ha aiutato. Penso che senza quel ritardo avremmo potuto lottare per il podio, ma sono situazioni che fanno parte delle gare".

"Sono salito sulla vettura solo alla vigilia del rally e su un fondo così difficile non ho voluto prendermi troppi rischi. Ogni km percorso mi ha permesso di conoscerne il comportamento nei dettagli. Ringrazio molto tutta la squadra e Pirelli per la professionalità dimostrata, adesso ci rimbocchiamo le maniche per fare ancora meglio al prossimo Rally di Sanremo”.

In Toscana era presente anche il grande capo di Hyundai Motorsport, Andrea Adamo, che ha tenuto d'occhio i propri ragazzi e fatto sentire la presenza del Costruttore al loro fianco.

"Non si può dire che era scontato venire qui per vincere perché nel motorsport ho visto più volte andare in fumo nel finale cose date ormai per concluse in gloria. Detto ciò, Thierry ha fatto una gara molto interessante su strade complicate e diverse rispetto a quanto conosce, ma ha avuto l'approccio da professionista quale è. Quindi il risultato è nell'ordine delle cose, ma non scontato", ha tenuto a precisare l'ingegnere torinese ai microfoni di ACI Sport.

"Dopo un inizio difficile nel WRC abbiamo pensato di dar modo a Neuville di prendere confidenza con il suo nuovo navigatore e il Ciocco era perfetto per fare esperienza su asfalto e in condizioni di asciutto e umido come abbiamo trovato".

"Anche Craig e Paul sono venuti qui con intenzioni simili, non mi sento di dare loro colpe per l'incidente che hanno avuto, d'altra parte i nostri piloti sono pagati per andare forte e vincere. Diciamo che era meglio se non succedeva!"

Adamo ha poi avuto modo di spiegare il nuovo impegno che Hyundai Motorsport, tramite il suo reparto corse clienti, ha assunto nella serie tricolore.

"Hyundai Motorsport Customer Racing con Breen e Crugnola è iscritta al campionato italiano per vincere, quello è l'obiettivo. Purtroppo torniamo a casa con un risultato che non è assolutamente quello che volevamo, non siamo per niente contenti. Nonostante un buon inizio nella Power Stage, non siamo riusciti a concretizzare alla fine, quindi sarà meglio attaccare fin da subito a Sanremo".

"La scelta di prendere parte al CIR supportando il Team Italia di Hyundai è seria e ponderata, anche perché durante l'anno verranno lanciati modelli N del prodotto di serie che meritano una visibilità e una promozione con lo sport. Per questo faceva bene al movimento avere nostri piloti di spicco presenti, ora andremo a Sanremo e vediamo come va".

La scelta di puntare sul Campione in carica Crugnola è stata una bella ciliegina sulla torta per il varesino, che in carriera ha sempre mostrato grande potenziale, ma spesso da esprimere senza disporre del meritato supporto.

"Andrea e Pietro sono abituati ad avere pressioni perché hanno già preso parte al CIR in altri anni con chiari obiettivi di vittoria. Purtroppo la partenza è ben lontana dall'essere soddisfacente, il che getta un'ombra sul debutto dello Hyundai Rally Team Italia nel campionato italiano. Non sono per niente contento, non è il modo di iniziare le cose".

"Sono comunque due ragazzi molto bravi e concentrati che non si sono abbattuti nonostante il problema, la stagione sarà lunga e vorrei essere ottimista per il prosieguo. Siamo qui per supportarli e fare bene, visto che l'obiettivo è sempre vincere e non tanto vestire i nostri colori".

Altro punto di discussione è stato il nuovo programma giovani che ACI Sport ha lanciato, nel quale 11 ragazzi verranno seguiti dalla Federazione nel loro percorso di crescita (argomento che Motorsport.com aveva già trattato con Terenzio Testoni di Pirelli). Adamo non ha mai nascosto perplessità in merito e si augura che questa sia la volta buona.

"So che l'argomento è delicato e ne ho già parlato altre volte. Quello che manca al panorama tricolore sono i risultati e purtroppo in Italia credo che di 'esperti' ce ne siano già anche troppi. Ritengo che la validità di un progetto abbia un unico giudice, che è il successo dello stesso".

"Se tra qualche anno ci sarà qualche giovane italiano che correrà in pianta stabile nel WRC, allora vorrà dire che il lavoro svolto è stato positivo. In caso contrario, qualcuno dovrà porsi delle domande".

"Mi piacerebbe dire ai giovani che ci debbono credere e provarci, ma voglio essere il più onesto e franco possibile. Senza soldi per iniziare, nessuno ce la fa. Potrei fare il romantico, ma è sempre stato così. Magari altre federazioni studiano percorsi veramente economici che permettono ai piloti di mettersi in mostra, ma ad un certo punto è ovvio che devi essere supportato finanziariamente con sponsor e budget. Le qualità portano ovviamente ad una selezione naturale, però non bastano solo quelle".

Infine l'ingegnere piemontese, che da tempo vive in Germania per essere presente nel reparto corse di Hyundai ad Alzenau, ha comunque voluto fare i complimenti alla sua terra natia per gli sforzi profusi nel portare avanti lo sport motoristico in tempi di pandemia.

"In Italia sono troppi quelli che si professano esperti di qualsiasi cosa, cominciando dalla Nazionale di calcio. Sento tanti nostalgici dei rally di una volta, ai quali dico che per fortuna oggi non sono più così, altrimenti sarebbero già morti".

"Siamo nel 2021 e la gente dovrebbe ricordarsi che gli anni '80 sono terminati da un bel po', ora si guarda al futuro e chi non lo capisce, forse è già morto, ma continua a girare perché nessuno glielo ha detto. Bisogna cercare di sfruttare al meglio quello che c'è, tanti sono bravi a criticare, ma sono pochi quelli che lo fanno fornendo soluzioni reali, vere e realistiche".

"E' vero che i km percorsi nei rally sono meno, però intanto le gare le stiamo facendo, con due-tre tappe e tanti sacrifici da parte di organizzatori e realtà locali che mettono a disposizione personale sanitario e commissari per garantirci la sicurezza, magari sottraendolo ad altre realtà".

"Spesso non si è coscienti e capaci di apprezzare ciò che si fa in una situazione di difficoltà. Con tutti i i limiti e le critiche che si fanno ad ACI Sport e alle autorità italiane, alle quale io stesso spesso non mi sottraggo, qui bisogna sottolineare la bravura e il coraggio che si ha avuto nel mettere in piedi eventi rallistici, e non solo".

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