McLaren Senna, la supercar definitiva nel segno di Ayrton

L'erede della P1 nella famiglia Ultimate Series porta il nome del pilota brasiliano legato indissolubilmente alla casa di Woking. Il peso a secco di soli 1.198 Kg è stato ottenuto rinunciando all'ibrido peravere prestazioni incredibili.

Per molti appassionati in tutto il mondo Ayrton Senna è e sempre sarà il miglior pilota di tutti i tempi, anche di chi ha vinto più mondiali di lui o di altri che hanno compiuto imprese leggendarie. Senna appartiene all'empireo del motorsport e mai nessun costruttore si è azzardato a dare a un'auto il suo nome. E' accaduto nelle motociclette, con gli omaggi di Ducati ed MV Agusta, ma mai nelle automobili. Finora. Per battezzare l'erede della P1 nella famiglia Ultimate Series, infatti, McLaren ha scelto proprio di rendere omaggio all'asso brasiliano. Signore e signori, ecco a voi la McLaren Senna, quella che a Woking definiscono come la McLaren stradale più estrema di sempre, pensata per la pista e "legalizzata" per la strada. Lasciamo a voi le considerazioni stilistiche - in McLaren specificano che qui la forma segue più che mai la funzione - e ci concentriamo sulla scheda tecnica che stupisce per il peso a secco di solo 1.198 kg, raggiunto grazie all'uso esteso della fibra di carbonio, non solo per la monoscocca ma anche per tutti i pannelli della carrozzeria.

Più bassa e piatta che mai

Sistemato centralmente al posteriore c'è il 4 litri V8 bi-turbo ad albero piatto e con lubrificazione a carter secco made in Woking che in questa versione, priva di qualsivoglia elemento ibrido in ossequio a una concezione purista, eroga 800 CV e 800 Nm. Il rapporto peso potenza che ne deriva è impressionante. Sulla Senna ogni cavallo si porta dietro solo 1,49 kg e non a caso i tecnici McLaren giurano che in questa berlinetta la connessione tra pilota e auto sia la massima possibile. La trazione è solo posteriore e il cambio è un doppia frizione seamless a 7 rapporti, mentre le sospensioni sono a quadrilatero sia davanti che dietro con la tecnologia McLaren delle barre stabilizzatrici idrauliche. Sulla Senna debutta anche il Race Active Chassis Control di seconda generazione che fa lavorare in sinergia le sospensioni (a livello di rigidità e di altezza) e l'aerodinamica attiva, sia anteriore che posteriore. Sempre a proposito di assetto, i singoli ammortizzatori sono interconnessi tra loro a livello di idraulica, la cui rigidità viene variata di continuo attraverso due valvole, cosicché l'auto abbia sempre un assetto piatto.

Prestazioni "segrete"

L'impianto frenante è stato sviluppato "in house" dalla McLaren ed è composto da dischi carboceramici e non meglio precisate tecnologie di derivazione racing. Quanto agli pneumatici, il partner tecnico è Pirelli che ha sviluppato una versione ad hoc degli P Zero Trofeo R che sono omologati per l'uso stradale. Curiosa ma giustificata dalla massima leggerezza la scelta di rendere disponibili un solo tipo di cerchi in lega. Gli interni sono estremi come il resto dell'auto, ma chi sperava in una configurazione a tre posti come nella storica F1 rimarrà deluso, sebbene si potrà consolare con la scenografica soluzione della plancia montata sul cielo dell'abitacolo che include il pulsante di accensione, con una sensazione molto da elicottero. Non vi abbiamo parlato di prestazioni perché a Woking le bocche sono ancora cucite. Quello che possiamo dirvi è che di McLaren Senna ne verranno prodotte solo 500 a partire dall'autunno 2018 e che il suo prezzo di listino partirà da circa 850.000 euro, tasse incluse.

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