Bortolotti: "Lamborghini mi ha ripreso, è una responsabilità"

Intervista esclusiva di Motorsport.com al trentino, che dopo un anno in Audi Sport è tornato a Sant'Agata Bolognese con la chiara intenzione di non porsi limiti e cercare di ottenere ancora tanto in una categoria che considera la più competitiva al mondo.

Bortolotti: "Lamborghini mi ha ripreso, è una responsabilità"

Mirko Bortolotti è tornato a casa. Non lo diciamo noi, ma la storia di questo ragazzo nel mondo delle ruote coperte, dove i più importanti risultati sono arrivati a bordo delle Lamborghini.

Dopo un anno in Audi Sport, dove le vittorie e soddisfazioni non sono mancate nonostante le difficoltà dovute alla pandemia di Coronavirus, il 31enne trentino è riapprodato a Sant'Agata Bolognese per riprendere il volante della Huracán GT3 #63.

Un po' tutti avevano storto il naso a vedere Bortolotti passare ai Quattro Anelli, visto che potrebbe essere considerato una sorta di bandiera per la Casa del Toro; del suo rientro in 'Lambo' e di tanto altro abbiamo parlato in questa intervista esclusiva che Motorsport.com ha realizzato nel weekend del GT World Challenge Europe a Monza, toccando aspetti interessanti sia dal punto di vista attuale, che futuro.

Mirko, sei tornato in quella che è considerata la tua casa; non ti sei fatto sfuggire l'occasione...
"Sicuramente fa piacere essere di nuovo qui. Il 2020 è stato un anno difficile, ma anche molto interessante e positivo, poi sappiamo che nel mondo dello sport professionistico le situazioni cambiano e si evolvono, quindi spesso è meglio vivere più nell'oggi più che guardare a passato o futuro. C'è stato un grande interesse da parte di Lamborghini nel riavermi e già ad inizio anno sono cominciate le discussioni. Come noto, la pandemia ha inciso su diversi programmi sportivi anche nel mondo del GT, stravolgendo i piani di tutti. Bisogna sempre stare ad occhi aperti e monitorare ogni situazione, quando se ne crea una che ti consente di prendere una decisione penso sia la migliore che ti possa capitare e quindi va sfruttata, visto che non è da dare per scontato che al giorno d'oggi tu possa scegliere il tuo futuro".

Il passaggio in Audi era stata una scelta tua, oppure una mossa strategica di sinergia fra due Case che appartengono allo stesso gruppo?
"Come molti passaggi, quando arriva una richiesta e un'offerta, si valuta il tutto. Dopo tanti anni molto belli in Lamborghini mi sentivo di poter effettuare quella scelta. Con Lamborghini eravamo partiti da zero e siamo riusciti a centrare traguardi importanti, quindi il cambiamento, a mio parere, è arrivato al momento giusto. Era una sfida personale, era giusto dimostrare che potessi vincere pure con un'altra macchina che non fosse la Huracán #63. Credo di esserci riuscito molto bene".

L'accordo era annuale o c'era un progetto più a lungo termine?
"Sono onesto, non doveva essere di un solo anno e chiaramente non è stato semplice accettarlo perché venivo da una realtà che mi garantiva una situazione più confortevole. Le sfide fanno parte della mia vita da sempre e non ho avuto paura di affrontarla, anzi. E' stato uno stimolo andare in una azienda nuova, guidare una macchina mai provata e con compagni nuovi che erano già consolidati all'interno di Audi Sport. E' stato molto positivo dal punto di vista del conoscere una realtà nuova. Con il Covid, i piani sono stati stravolti; Audi, nell'accordo, aveva l'opzione per rinnovare il legame. Una trattativa per continuare c'è stata, ma la proposta di tornare in Lamborghini mi ha messo davanti ad un'altra dura decisione da prendere. L'ho accettata, anche in ottica futura".

Come programmi, la Lamborghini ti ha offerto più sicurezze anche per gli anni a venire?
"Diciamo che è un po' difficile da dire perché non sai mai cosa accade domani, sia nel motorsport che nella vita reale. Ho avuto i miei buoni motivi per accettare la proposta e sono molto contento di essere di nuovo qui per affrontare un'altra sfida. Però va anche detto che le Case cambiano spesso i propri piani, lo abbiamo visto nel 2020. Non si può ragionare troppo a lungo termine e anche se sei un pilota ufficiale non puoi mai sentirti tranquillo, ma devi vigilare e sapere che il rischio di restare fuori o dover cambiare esiste. Personalmente, sono stato convinto dalla visione che Lamborghini ha di me e di quello che vuole fare assieme a me".

In Audi ti sentivi il classico 'uno dei tanti', più che pilota di riferimento come puoi essere in Lamborghini?
"Da un lato sicuramente sì, ma anche per la gestione che hanno i tedeschi del motorsport. E' completamente differente, la Lamborghini è più una famiglia e c'è dialogo diretto con tutti per sapere tutto quello che succede, anche in ottica futura. Audi ha un sistema più schematizzato, ma è una cosa normale e consolidata per loro, alla quale i piloti ufficiali hanno saputo adeguarsi da tempo. E' una filosofia e una mentalità differente, ha dei pro e contro, ma non mi sento di criticare la loro organizzazione. Semplicemente è diversa e fa parte del gioco".

I problemi dovuti alla pandemia pensi che ti abbiano limitato in qualcosa? Hai dei rimpianti sul 2020?
"No, assolutamente. Se dovessi tornare indietro rifarei esattamente le stesse cose. Rimpianti zero, la situazione mi ha aiutato a vedere un nuovo metodo di lavoro, come il cambiare spesso gli equipaggi e correre con squadre differenti nell'arco dell'anno. E' stato molto interessante, ma non avere punti di riferimento sotto questo aspetto l'avevo già vissuto in un campionato Formula 2 in passato, quindi più o meno ero preparato. Sono ripartito da zero ogni weekend e a causa del Covid i test invernali praticamente non li abbiamo fatti. Sarebbe sicuramente stato molto importante, ma visto il poco tempo a disposizione credo si sia fatto il massimo. Non abbiamo purtroppo vinto il campionato a causa della mia assenza nella gara di Spa, dove mi presentavo da leader. Ma la salute è più importante e non volevo mettere a rischio il risultato della squadra per egoismo, stavo poco bene e quindi non ho corso, ma il Covid nel mio caso non c'entra con l'assenza dalla 24h".

Ora che sei di nuovo in Lamborghini, ti senti responsabilizzato come Capitano degli equipaggi che andrai a formare?
"La responsabilità c'è sempre, ma non mi piace la designazione di un Capitano a priori. Per me non esiste, semmai puoi ricoprire questo ruolo con il lavoro e dando l'esempio quotidianamente all'interno della squadra, coi compagni e coi tecnici. Preferisco concentrarmi su quello, dando il mio apporto con l'esperienza e le mie caratteristiche. Credo che siamo un gruppo di ragazzi che sanno già cosa devono fare, hanno esperienza nel GT e si concentreranno su un obiettivo ben preciso".

Dove pensi che potrete arrivare tu, Marco Mapelli ed Andrea Caldarelli quest'anno? Senza dimenticare che avrete con voi Giacomo Altoè per il Nürburgring...
"Non mi sono mai posto limiti, altrimenti non sarei qui. C'è sempre qualcosa da migliorare, quello che per me conta è pensare al lavoro, non al risultato, perché da lì nasce tutto. Dovremo saper leggere nel modo giusto e poi dare quello che è nelle nostre possibilità".

Tu pensi di dover migliorare in qualcosa?
"Diciamo che punti di forza e debolezza me li tengo per me! Sicuramente c'è sempre da fare di più sotto ogni aspetto, quando si crede di essere arrivati al massimo probabilmente è il primo errore. Sono sempre molto critico ed esigente con me stesso, forse questo può essere un punto di forza e debolezza allo stesso tempo. Mi definisco un perfezionista e quando esigo la perfezione da me, la voglio anche dai miei compagni di squadra".

E' una battuta, ma quindi sei un rompiscatole in squadra?
"Diciamo che non sono il tipo che si accontenta e questo loro lo sanno! (ride, ndr). Quando si lavora assieme bisogna cercare di remare dalla stessa parte per andare avanti".

Tu che provieni dalle monoposto, quale è stata la difficoltà di ritrovarsi a condividere il volante con altri piloti d'equipaggio?
"Sono passato al GT nel 2014 e all'inizio la grossa difficoltà che ho incontrato, rispetto alle monoposto, è il tempo di guida ridotto. A fine weekend mi sentivo come se non l'avessi mai fatto, pur con tutte le sessioni alle spalle. Come adattamento non ho avuto problemi grossi, ma in carriera ho guidato più o meno qualsiasi tipo di auto da corsa, quindi grazie a questo tipo di esperienza sono riuscito ad estrarne il potenziale quasi subito. Sappiamo che nel GT3 non avrai quasi mai la macchina su misura per te e quindi bisogna sapersi adattare bene per non mettere in crisi i compagni".

Tu definisci una linea guida di assetto o lasci carta bianca agli altri?
"Preferisco che i miei compagni abbiano la macchina che vada bene per loro, personalmente non ho mai avuto problemi di adattamento, quindi posso adeguarmi. Però all'inizio ammetto che girando poco in pista, non è stato facile".

Nonostante tu sia ancora giovane, ora sei uno dei piloti più esperti della Lamborghini; ti sentiresti in grado di far crescere uno dei suoi ragazzi del programma giovani?
"Certamente, ma in determinati programmi che stiamo affrontando è un lavoro che già facciamo perché negli equipaggi abbiamo compagni Silver che provengono dai Junior. Credo sia un processo naturale, abbiamo la fortuna di avere un campionato importante come il Super Trofeo che consente ai giovani di entrare e cominciare ad intraprendere il percorso da professionisti. E' una strada lunga, ma dal nulla non viene nulla. Bisogna darsi da fare con impegno e quando ho un giovane di fianco mi diverto molto a lavorare. Come noto, non è solo la prestazione o il potenziale che serve per avere successo con costanza. Vincere una gara o ottenere una Pole Position è una cosa, ma farlo tutti i weekend è ben diverso".

Soprattutto quando si parla di gare endurance, dove la gestione delle situazioni si protrae su più ore...
"Esattamente, si tratta di saper come leggere situazioni e gare. Questi sono gli aspetti più importanti. Magari molti ce l'hanno, ma gli manca l'esperienza perché provengono da ambienti differenti, a cominciare dalle monoposto. Qui si tratta di gestire corse che possono durare 3 ore, come 6, 9, 12 o 24. Con compagni di squadra, oltretutto. Bisogna dare il tempo ai giovani di imparare questo ambiente".

Spa-Francorchamps, Daytona, Sebring, Bathurst, Kyalami e Nürburgring sono solo alcune delle grandi gare endurance che hai affrontato, alcune di queste pure vinte in qualche occasione. Ti manca Le Mans...
"Non sono mai stato là, nemmeno per un test o per una gara singola. Conosciamo tutti quanti il mito della 24h di Le Mans, ma onestamente non mi scandalizzerei se non si materializzasse l'occasione di parteciparvi. Sono molto contento di quello che faccio e dei programmi che abbiamo. Il GT3 attuale penso sia la categoria più importante e dura del motorsport mondiale, quindi devi sempre essere al 100% per giocarti le posizioni di vertice, senza rilassarti. Non avendola mai fatta, è chiaro che la curiosità c'è e accetterei la sfida se me la proponessero. Ma non sarà un problema se questo non dovesse accadere, dormirei sereno ugualmente".

Bisognerà convincere il responsabile, Giorgio Sanna, a fare qualcosa inerente a Le Mans...
"Conoscendo Giorgio, credo che non ci sia bisogno di motivarlo su progetti del genere. Anzi, la carica arriva direttamente da lui e sono sicuro che sa perfettamente cosa converrà fare e quando. E' una dote importantissima per lui e una garanzia per Lamborghini Squadra Corse".

Ti senti più da Sprint o Endurance?
"E' una domanda che mi è spesso stata posta. Proveniendo dai kart e dalle monoposto, l'impronta è quella sprint, ma quello che veramente mi piace è il mix che in questa categoria puoi fare da un weekend all'altro, come accade nel GT World Challenge, ADAC GT Masters, IMSA e così via. E' bellissimo perché i regolamenti sono sempre leggermente diversi e i round differenti, ma tutti importanti. Devi saper cambiare tu l'approccio da un fine settima all'altro, ma è una delle sfide più interessanti e belle".

Ma delle varie 'classiche' endurance che hai fatto, ce n'è una in particolare che ti ha colpito?
"A Daytona ho vinto due volte, anche a Sebring sono riuscito ad impormi, così come a Spa. Al Nürburgring ho centrato il secondo posto al debutto l'anno scorso con l'Audi e posso dire che sono gare fantastiche. Ogni volta che ho l'occasione di farle sono super felice. Però, come dicevo prima, devi anche sapere che i regolamenti sono diversi e quindi va impostato tutto il lavoro di conseguenza. In IMSA ci sono le 'Caution' che ti possono rimettere in gioco anche alla fine, al Nürburgring i 'Code 60' che se ti fanno perdere decimi non li recuperi più. A livello mentale direi che il Nordschleife è quella più dura, comunque. Considerato che la pista ti permette pochissimi errori e, quando li commetti, potrebbero essere devastanti anche se piccoli. E poi il meteo, che in più punti è diverso, tra sole e caldo o pioggia e freddo. Come competitività, penso che Spa sia la migliore: corriamo tutti con le GT3 e almeno in 20 possono vincere, sapendo che anche lì il minimo errore può essere fatale".

Per concludere: tu sei ancora giovane e si parla oggi dei cambiamenti futuri che il motorsport affronterà. Cosa ne pensi di ibrido ed elettrico?
"Onestamente non so dare una risposta precisa perché non ho così tante informazioni da chi prende queste decisioni. Sicuramente è qualcosa che stiamo vedendo pian piano prendere piede, puntando alla sostenibilità. Ognuno ha la propria visione delle situazioni e francamente sono ancora un po' scettico su queste nuove tecnologie. Parlando onestamente con il cuore, sono molto felice di poter ancora guidare un V10 aspirato tutte le domeniche e spero di farlo ancora a lungo".

Mirko Bortolotti

Mirko Bortolotti
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Foto di: Mirko Bortolotti

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Foto di: Mirko Bortolotti

Mirko Bortolotti, FFF Racing Team

Mirko Bortolotti, FFF Racing Team
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Foto di: Mirko Bortolotti

Mirko Bortolotti, GRT

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Foto di: Mirko Bortolotti

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Foto di: Mirko Bortolotti

Mirko Bortolotti, GRT

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Foto di: Mirko Bortolotti

Mirko Bortolotti

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Foto di: Mirko Bortolotti

Mirko Bortolotti, Marco Mapelli e Andrea Caldarelli FFF Racing Lamborghini

Mirko Bortolotti, Marco Mapelli e Andrea Caldarelli FFF Racing Lamborghini
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Foto di: Patrick Hecq

#63 Orange 1 FFF Racing Team Lamborghini Huracan GT3 Evo: Mirko Bortolotti, Marco Mapelli, Andrea Caldarelli

#63 Orange 1 FFF Racing Team Lamborghini Huracan GT3 Evo: Mirko Bortolotti, Marco Mapelli, Andrea Caldarelli
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Foto di: SRO

#63 Orange 1 FFF Racing Team Lamborghini Huracan GT3 Evo: Mirko Bortolotti, Marco Mapelli, Andrea Caldarelli

#63 Orange 1 FFF Racing Team Lamborghini Huracan GT3 Evo: Mirko Bortolotti, Marco Mapelli, Andrea Caldarelli
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Foto di: SRO

#63 Orange 1 FFF Racing Team Lamborghini Huracan GT3 Evo: Mirko Bortolotti, Marco Mapelli, Andrea Caldarelli

#63 Orange 1 FFF Racing Team Lamborghini Huracan GT3 Evo: Mirko Bortolotti, Marco Mapelli, Andrea Caldarelli
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Foto di: SRO

#111: GRT Grasser Racing Team Lamborghini Huracan GT3, GTD: Rolf Ineichen, Mirko Bortolotti, Steijn Schothorst, Marco Mapelli

#111: GRT Grasser Racing Team Lamborghini Huracan GT3, GTD: Rolf Ineichen, Mirko Bortolotti, Steijn Schothorst, Marco Mapelli
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Foto di: Michael L. Levitt LAT Photo USA

#111 GRT Grasser Racing Team Lamborghini Huracan GT3, GTD: Rolf Ineichen, Mirko Bortolotti, Steijn Schothorst, Marco Mapelli

#111 GRT Grasser Racing Team Lamborghini Huracan GT3, GTD: Rolf Ineichen, Mirko Bortolotti, Steijn Schothorst, Marco Mapelli
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Foto di: Richard Dole / Motorsport Images

#111 GRT Grasser Racing Team Lamborghini Huracan GT3, GTD: Rolf Ineichen, Mirko Bortolotti, Steijn Schothorst, Marco Mapelli

#111 GRT Grasser Racing Team Lamborghini Huracan GT3, GTD: Rolf Ineichen, Mirko Bortolotti, Steijn Schothorst, Marco Mapelli
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Foto di: Jake Galstad / Motorsport Images

#111 GRT Grasser Racing Team Lamborghini Huracan GT3, GTD: Rolf Ineichen, Mirko Bortolotti, Steijn Schothorst, Marco Mapelli, #79 WeatherTech Racing Porsche 911 RSR - 19, GTLM: Cooper MacNeil, Gianmaria Bruni, Richard Lietz, Kevin Estre

#111 GRT Grasser Racing Team Lamborghini Huracan GT3, GTD: Rolf Ineichen, Mirko Bortolotti, Steijn Schothorst, Marco Mapelli, #79 WeatherTech Racing Porsche 911 RSR - 19, GTLM: Cooper MacNeil, Gianmaria Bruni, Richard Lietz, Kevin Estre
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Foto di: Art Fleischmann

#111 GRT Grasser Racing Team Lamborghini Huracan GT3, GTD: Rolf Ineichen, Mirko Bortolotti, Steijn Schothorst, Marco Mapelli

#111 GRT Grasser Racing Team Lamborghini Huracan GT3, GTD: Rolf Ineichen, Mirko Bortolotti, Steijn Schothorst, Marco Mapelli
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Foto di: Jake Galstad / Motorsport Images

#111 GRT Grasser Racing Team Lamborghini Huracan GT3, GTD: Rolf Ineichen, Mirko Bortolotti, Steijn Schothorst, Marco Mapelli

#111 GRT Grasser Racing Team Lamborghini Huracan GT3, GTD: Rolf Ineichen, Mirko Bortolotti, Steijn Schothorst, Marco Mapelli
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Foto di: Jake Galstad / Motorsport Images

#79 WeatherTech Racing Porsche 911 RSR - 19, GTLM: Cooper MacNeil, Gianmaria Bruni, Richard Lietz, Kevin Estre, #111 GRT Grasser Racing Team Lamborghini Huracan GT3, GTD: Rolf Ineichen, Mirko Bortolotti, Steijn Schothorst, Marco Mapelli

#79 WeatherTech Racing Porsche 911 RSR - 19, GTLM: Cooper MacNeil, Gianmaria Bruni, Richard Lietz, Kevin Estre, #111 GRT Grasser Racing Team Lamborghini Huracan GT3, GTD: Rolf Ineichen, Mirko Bortolotti, Steijn Schothorst, Marco Mapelli
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Foto di: Michael L. Levitt LAT Photo USA

#111 GRT Grasser Racing Team Lamborghini Huracan GT3, GTD: Rolf Ineichen, Mirko Bortolotti, Steijn Schothorst, Marco Mapelli, #16 Wright Motorsports Porsche 911 GT3R, GTD: Ryan Hardwick, Patrick Long, Klaus Bachler, Jan Heylen

#111 GRT Grasser Racing Team Lamborghini Huracan GT3, GTD: Rolf Ineichen, Mirko Bortolotti, Steijn Schothorst, Marco Mapelli, #16 Wright Motorsports Porsche 911 GT3R, GTD: Ryan Hardwick, Patrick Long, Klaus Bachler, Jan Heylen
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Foto di: Michael L. Levitt LAT Photo USA

#111 GRT Grasser Racing Team Lamborghini Huracan GT3, GTD: Rolf Ineichen, Mirko Bortolotti, Steijn Schothorst, Marco Mapelli

#111 GRT Grasser Racing Team Lamborghini Huracan GT3, GTD: Rolf Ineichen, Mirko Bortolotti, Steijn Schothorst, Marco Mapelli
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Foto di: Jake Galstad / Motorsport Images

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