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24 Ore di Spa, 3° Ora: lotta tra Aston Martin e Audi ma i rivali sono vicini

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24 Ore di Spa, 3° Ora: lotta tra Aston Martin e Audi ma i rivali sono vicini
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28 lug 2018, 17:59

È ancora tutta da scrivere la storia della corsa che vede Baumann-Martin-Kirchófer davanti alla R8 di Rast-Frjins-Muller. Bene anche Lamborghini e Ferrari

È ancora tutta da decifrare questa 24 Ore di Spa-Francorchamps che ha vissuto le prime tre ore di un bel duello tra l’Aston Martin Vantage V12 di Martin-Kirchöfer-Baumann e l’Audi R8 di Rast-Frjins-Muller con in bella evidenza la Lamborghini di Mirko Bortolotti-Andrea Caldarelli-Christian Engelhart in piena lotta per una posizione sul podio. Tra i grandi protagonisti delle prime battute anche la Ferrari 488 del team SMP che Molina aveva portato anche al comando ma che è rimasta coinvolta in un tamponamento subìto da Aleshin mentre si trovava al quinto posto ma vicinissima a chi la precedeva.

Con il poleman Dries Vanthoor costretto a scattare dai box con 3’ di penalità la 24 ore di Spa parte comunque con un’Audi al comando. René Rast, infatti, brucia al via l’Aston Martin di Maxime Martin che dopo avere tentato un timido attacco alla esse di Les Combes desiste e si mette in coda alla vettura tedesca. In breve si formano due gruppetti: il primo formato da Rast e Martin e il secondo in cui Miguel Molina con la Ferrari sembra controllare la R8 di Kevin van der Linde che lo precede al terzo posto. La situazione sembra cristallizzarsi fino a quando lo spagnolo dell’AF Corse rompe gli indugi e sale sul podio virtuale di queste prime battute di gara. Dopo questi c’è un trenino in cui la Lamborghini di Mirko Bortolotti si mette in evidenza.

Allo scoccare dei 48’ Rast inaugura la serie dei pit stop lasciando la leaderhip a Martin che andrà a fermarsi poco dopo. Chi allunga invece lo stint portandolo a 27 tornate è Molina che dopo una bellissima perfomance si ritrova al comando. Poi anche lui si fermerà lasciando il volante a Davide Rigon. Così nella seconda frazione si riformano i vari gruppetti. Al comando la Vantage V12 di Martin e Kirchöfer precede l’Audi di Nico Muller, salito al posto di Rast, dietro cui è risalito dopo essersi sbarazzato della R8 di Sheldon van der Linde, al volante al posto del fratello, uno strepitoso Mirko Bortolotti.

La Huracan dell’italiano si mette ad alitare sugli scarichi dell’Audi di Nico Muller mentre è bellissima anche la lotta per il quarto posto con van der Linder, Rigon, e la rimontante Benltey del belga Soulet. Ma proprio quando ci si appresta a gustare una serie di duelli viene esposto il primo regime di full course yellow perché all’uscita dell’Eau Rouge la Mercedes di Giaque va a colpire le barriere senza conseguenze per il pilota. Tutti ne approfittano per fermarsi e effettuare il terzo cambio piloti.

In testa resta l’Aston di Baumann-Martin-Kirchöfer davanti alla R8 di Frijns-Muller-Rast , alla Lambo di Calderelli-Engelhart-Bortolotti, alla Bentley di Abril-Soucek-Saulet e alla Ferrari di Aleshin-Molina-Rigon. Proprio il russo, dopo due ore e trentacinque di gara è vittima di un tamponamento da parte della Mercedes di Stolz, con cui era in lotta per il quarto posto. Aleshin quindi viene costretto ai box per sostituire la gomma posteriore sinistra dechappata e le parti danneggiate della propria 488.

Mentre in testa l’Aston Martin ha accumulato un vataggio di 7” le sue dirette rivali non si risparmiano. Tra Frjins, Engelhart e Abril c’è una battaglia feroce per la seconda posizione, da cui viene esclusa la Mercedes di Stolz, perché il pilota subisce un drive through a causa del mancato rispetto del tempo imposto di guida, 65’.

Allo scoccare della terza ora esce a Fagne l’Aston Martin di MacKay e inizia un nuovo regime di full course yellow che porta tutti i protagonisti ai box per un altro pit stop.

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